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Lo Specchio e il Doppio

I temi dell'identità, del doppio e dell'impossibilità di conoscersi, nonché conseguentemente di riconoscersi, come un sé unitario, hanno percorso l'intera tradizione culturale dell'occidente. Già a partire dai drammi della tragedia attica, la sottolineatura e la centralità rivestita dalla tematica del doppio assumono un ruolo intrinseco e strutturale, come nell'Edipo Re di Sofocle o nel terzo libro delle metamorfosi di Ovidio. Riferimenti tutt'altro che estrinseci si trovano anche nella letteratura contemporanea; basti pensare al celeberrimo romanzo di Oscar Wilde, il ritratto di Dorian Gray, oppure a Doppio Sogno dell'austriaco Arthur Schnitzler o anche ai racconti di Franz Kafka. La ricorrenza dei problemi del sé e dell'identità, dunque, sono ben lungi dall'essere occasionali e di contorno; sono strutturali e strutturanti le varie espressioni di carattere culturale, artistiche e letterarie, tra loro molto diverse. A tal proposito, non bisogna sottovalutare il ruolo che la duplicità assume anche nella tradizione figurativa occidentale; alludo, in particolare, al Ritratto dei coniugi Arnolfini del fiammingo Jan van Eyck, e a Las Meninas di Velazquez. Sono ambedue opere pittoriche che, oltre a giocare sul tema del doppio, valorizzano come non mai il ruolo rivelativo dello specchio, capace come nessun altro strumento di manifestare ciò che altrimenti resterebbe escluso dalla raffigurazione plastica. 

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Sebbene il riferimento alla duplicità sia stato spesso concepito come una specie di stratagemma narrativo o un'espediente virtuosistico, come tale non particolarmente importante per la comprensione di un'opera, è stato merito di Sigmund Freud ad aver specificato quanto il tema del doppio non sia affatto un tema marginale con funzione decorativa o illustrativa. Secondo Freud, tale tematica, in modi diversi in base a come viene interpretata, allude a un qualcosa che ha a che vedere con la condizione umana in quanto tale. La duplicità, in sintesi, è il connotato più caratteristico e più direttamente attinente alla statuto peculiare dell'umano. In un breve ma significativo saggio del neurologo austriaco, scritto e pubblicato alla fine del 1919 e che ha come titolo in tedesco Das Unheimliche, vengono elencate una serie di situazioni le quali possono suscitare stupore, sorpresa, meraviglia e che al tempo stesso inducono sgomento e terrore. Per Freud, esistono delle condizioni che si presentano con queste caratteristiche; la figura del sosia, la figura dell'immagine riflessa dallo specchio, ciò che si presenta casualmente due volte, oppure quello che sembra testimoniare una sorta di potenza del pensiero, ovvero quando vediamo realizzarsi ciò a cui noi stavamo pensando. 

© 2018 by Roberto Antoniello 

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